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Ingredienti Funzionali per il Pet Food: la visione di Agro-Vet by Sacco System

18/11/2025

Ingredienti Funzionali per il Pet Food: la visione di Agro-Vet by Sacco System

Ricerca, qualità e diversificazione guidano oggi l’innovazione nel mondo del pet food. In un mercato dinamico, con consumatori sempre più informati e attenti alla salute dei propri animali da compagnia, il ruolo degli ingredienti funzionali – in primis i probiotici – è centrale. 

In un’intervista a PET B2B (che è possibile scaricare in fondo all’articolo), Linda Carola Baggi, Product Manager della Business Unit Agro-Vet di Sacco System, racconta come l’azienda stia affrontando le nuove sfide del settore con un approccio che unisce rigore scientifico e sensibilità di mercato.

Il mercato del pet food oggi: funzionalità nutraceutica e trasparenza delle etichette

La crescita dei segmenti premium e super-premium e l’aumento delle vendite di snack funzionali e “fuori pasto” conferma che i proprietari di animali domestici, oggi, cercano prodotti che coniughino palatabilità, nutrizione e funzione. La dieta sana non è più solo risposta a un bisogno clinico, ma una scelta preventiva e quotidiana. In questo contesto, ingredienti come i probiotici offrono un contributo distintivo alla completezza nutrizionale e alla stabilità del microbiota. 

Il mercato premia “clean labeling” e ingredienti riconoscibili: formulazioni più semplici, naturali, in cui si riducano gli additivi al minimo indispensabile e si valorizzino materie prime di alta qualità. Questo orientamento si riflette anche nella comunicazione, con claim chiari e verificabili in etichetta, che aiutino il cliente finale a comprendere il contributo funzionale degli ingredienti, inclusi i probiotici.

La risposta di Sacco System: ricerca e diversificazione

La competitività del settore richiede due assi portanti: diversificazione dell’offerta e ricerca scientifica di base. «In Sacco System non vendiamo solo l’ingrediente funzionale, ma tutta la ricerca scientifica che lo sostiene: un approccio etico, coerente con una somministrazione parafarmaceutica veicolata dal punto di vista veterinario», sottolinea Baggi. Questa filosofia guida la selezione dei ceppi, lo sviluppo delle evidenze e la collaborazione con i partner industriali, e trasferisce soluzioni sicure, tracciabili e performanti nelle ricette dei brand.

L’approccio “One Health”: benessere animale, ma anche umano e ambientale

La tendenza che avvicina benessere umano, salute del pet e sostenibilità ambientale è sintetizzata dall’approccio “One Health”: una visione integrata in cui il benessere animale è un obiettivo da perseguire a 360 gradi. «La tendenza che riscontriamo da alcuni anni è riassumibile nella formula One Health, che pone al centro tanto la salute umana quanto quella del pet e l’ambiente in cui viviamo», spiega Baggi.

Chi sceglie prodotti con probiotici mostra una sensibilità crescente verso la salute dell’animale e tende a equiparare – in senso virtuoso – il proprio benessere a quello del pet. Non si tratta “umanizzazione” dell’animale, ma di attenzione informata: la cultura veterinaria guadagna spazio e i canali più autorevoli trovano maggiore ascolto. L’interesse per i probiotici si lega soprattutto al benessere intestinale e alla digeribilità, con una richiesta di prodotti efficaci e trasparenti.

Lactobacillus acidophilus D2/CSL, il probiotico Sacco System per la salute intestinale degli animali domestici

In Sacco System, la business unit Agro-Vet lavora ogni giorno per:

  • Selezionare e caratterizzare ceppi probiotici supportati da evidenze scientifiche;
  • Integrare la ricerca con le esigenze formulative dei partner, puntando a etichette pulite e claim solidi;
  • Diversificare le soluzioni in funzione di specie, età, esigenze digestive e obiettivi funzionali;
  • Garantire qualità e tracciabilità lungo tutta la filiera, in coerenza con i principi One Health.

In particolare, la BU Agro-Vet di Sacco System produce e commercializza ceppi probiotici di Lactobacillus acidophilus D2/CSL, in grado di migliorare la consistenza delle feci di cani e gatti e di ristabilire l’equilibrio fra lattobacilli e batteri indesiderati all’interno del loro intestino.

I postbiotici (o microrganismi inattivati): la nuova frontiera della salute

04/02/2025

L’impiego nel settore nutrizionale di postbiotici, ovvero di microrganismi non vitali con benefici documentati per la salute, apre scenari inediti. Questa frontiera va oltre i tradizionali probiotici vivi e offre prodotti stabili e versatili, adatti a nuove applicazioni.

Nonostante attualmente esistano lacune a livello regolatorio e di definizioni ufficiali, il settore dei postbiotici e dei loro componenti sta crescendo rapidamente, presentando al contempo sfide e opportunità per le quali tutti gli stakeholder devono essere preparati.

I postbiotici (o microrganismi inattivati) cosa sono, i vantaggi

Postbiotici e terminologia correlata

Noti anche come microrganismi inattivati, paraprobiotici o probiotici tindalizzati, i postbiotici sono cellule microbiche non più vitali, spesso ottenute attraverso trattamenti fisici o chimici. Questi organismi, benché inattivi, conservano proprietà benefiche per la salute.

Il dibattito sulla definizione e sul significato da attribuire alla categoria dei postbiotici è in corso da tempo. Nel corso del tempo diversi termini sono stati proposti per indicare i postbiotici, come microrganismi inattivati paraprobiotici, metabiotici.

Nel 2021 l’ISAPP (International Scientific Association for Probiotics and Prebiotics) ha pubblicato un consensus statement con l’intento di far chiarezza, proponendo di indicare con il termine postbiotico quella di “preparazione di microrganismi inanimati e/o loro componenti che conferiscono un beneficio per la salute dell’ospite” specificando che “i postbiotici per essere efficaci devono contenere cellule inattivate o componenti cellulari, con o senza metaboliti, che contribuiscono ai benefici osservati per la salute”

Tecniche di inattivazione

L’inattivazione dei microrganismi può essere ottenuta attraverso vari metodi, fra cui trattamenti termici, utilizzo di radiazioni UV, pressione idrostatica elevata e l’uso di sostanze chimiche. La scelta del metodo di inattivazione influisce sulle proprietà finali del prodotto, in particolar modo in termini di efficacia.

Ad esempio, l’inattivazione termica è uno dei metodi più comuni e comporta l’esposizione dei microrganismi a temperature elevate per un determinato periodo di tempo. Questo tipo di trattamento rende i postbiotici ideali per una vasta gamma di formulazioni, dagli integratori alimentari ai cosmetici.

Vantaggi principali dei postbiotici

Un potenziale vantaggio dei postbiotici rispetto ai probiotici risiede nella stabilità: questi prodotti non necessitano di refrigerazione e possono presentare una stabilità migliore e prolungata. Questo si traduce in una maggiore versatilità nella formulazione di integratori nutrizionali e alimenti funzionali e in una maggiore accessibilità in mercati globali con infrastrutture di trasporto e di conservazione limitate.

Sfide regolatorie e prospettive future

Nonostante il crescente interesse, la regolamentazione dei postbiotici è ancora in via di definzione. Sono tuttora in atto discussioni che coinvolgono il mondo accademico, industriale e regolatorio volte a stabilire come definire, quantificare e caratterizzare i microrganismi inattivati. 

Questa è anche un’occasione per comprenderne i meccanismi d’azione e identificare applicazioni più mirate dei postbiotici.

La ricerca apre a nuove opportunità per la ricerca e l’industria. I potbiotici potrebbero infatti diventare una valida alternativa per individui fragili o con condizioni di salute tali per cui l’utilizzo di microrganismi inattivati può risultare più idoneo.

È fondamentale che le autorità regolatorie, insieme alla comunità scientifica e all’industria, collaborino per stabilire linee guida che facciano chiarezza sull’utilizzo di questi prodotti per la salute umana e animale.

Conclusioni

L’integrazione di postbiotici nella nutrizione rappresenta una promettente area di sviluppo e offre vantaggi in termini di sicurezza, stabilità e versatilità dei prodotti. Tuttavia, per sfruttare appieno il potenziale di questi ingredienti, è essenziale affrontare le sfide regolatorie esistenti e promuovere una maggiore collaborazione tra ricerca, industria e autorità competenti. Solo attraverso un approccio concertato sarà possibile garantire che i consumatori possano beneficiare in modo sicuro ed efficace dei vantaggi offerti dai microrganismi inattivati.


Abbiamo trattato l’argomento in maniera più approfondita nell’articolo “Microrganismi inattivati e come descriverli – Postbiotici, paraprobiotici e altri -biotici: molte definizioni, in attesa di indicazioni” a cura di Valentina Taverniti e pubblicato da L’integratore Nutrizionale 3 – 2024. L’articolo è disponibile per il download qui.

L. rhamnosus CA15: il probiotico alleato del benessere della donna

06/03/2023

I lattobacilli giocano un ruolo chiave nel mantenimento della condizione di omeostasi del microbiota vaginale e il loro utilizzo risulta promettente nel trattamento e nella prevenzione dell’insorgenza delle disbiosi. 

Un recente studio clinico ha dimostrato che il consumo del probiotico L. rhamnosus CA15 per via orale è in grado, dopo soli 10 giorni di intervento di ridurre la severità e l’incidenza di disbiosi vaginali provocate da candida e batteri.

L’effetto benefico si protrae fino a 30 giorni dalla fine della somministrazione mantenendo l’eubiosi vaginale e impedendo eventuali recidive.

Il probiotico CA15 favorisce l’equilibrio del microbiota vaginale sostenendo lo sviluppo dei batteri buoni a discapito di quelli potenzialmente pericolosi di vaginiti e vaginosi batteriche e micotiche.

Gli effetti benefici di L. rhamnosus CA15

I risultati sia preclinici sia clinici dello studio supportano l’abilità del ceppo probioticoL. rhamnosus CA15 (DSM 33960), somministrato per via orale, nel ripristinare l’omeostasi del microbiota vaginale e, di conseguenza, ridurre significativamente i segni e i sintomi clinici, migliorando la qualità della vita delle donne in età riproduttiva. 

In particolare, il ceppo di L. rhamnosus CA15 ha mostrato interessanti proprietà probiotiche in vitro, dimostrandosi in grado di: 

  • inibire un ampio spettro di patogeni, sia batteri sia miceti (Escherichia coli, Candida albicans, Candida glabrata, Candida krusei, Candida parapsilosis, Candida tropicalis, Gardnerella vaginalis, Listeria monocytogenes, Pseudomonas aeruginosa, Pseudomonas monteilii, Staphylococcus aureus, Streptococcus agalactiae);
  • inibire la formazione di biofilm da parte di specie ascritte al genere Candida;
  • contrastare la colonizzazione del distretto vaginale da parte di batteri patogeni, contribuendo al mantenimento e alla ricostituzione della condizione di omeostasi del microbiota vaginale;
  • produrre elevate quantità di acido lattico e di conseguenza abbassare il pH vaginale;
  • avere attività anti-infiammatoria;
  • contrastare i radicali liberi grazie all’attività antiossidante, riducendo lo stress ossidativo coinvolto nell’insorgenza di svariate patologie.

Lo studio

Al fine di validare in vivo le evidenze precliniche, è stato condotto uno studio randomizzato controllato in doppio cieco volto a valutare l’efficacia del CA15, somministrato per via orale, nel trattamento delle disbiosi vaginali.

Lo studio è stato condotto secondo le Good Clinical Practices e in accordo con le politiche della World Medical Association (WMA) in merito ai principi etici per la ricerca medica che coinvolge soggetti umani. 

Lo studio clinico ha evidenziato la riduzione statisticamente significativa dei segni e dei sintomi di disbiosi vaginale (leucorrea, bruciore, percezione soggettiva dei disturbi vaginali, presenza di eritema/edema vulvo vaginale e bruciore) nonché la riduzione degli Amsel criteria (presenza di clue cells, perdite vaginali, produzione di odori sgradevoli, pH vaginale maggiore di 4.5) e del Nugent score.

Tali variazioni sono state riscontrate non solo 10 giorni dopo l’inizio del trattamento bensì anche durante il periodo di washout (30 giorni dopo la fine del trattamento). Nessuna variazione significativa dei segni e sintomi sopra menzionati è stata riscontrata nel gruppo Placebo. 

In merito alla composizione del microbiota vaginale, al momento dell’arruolamento, tutte le pazienti, come atteso, presentavano una bassa densità cellulare di lattobacilli e una buona presenza di patogeni vaginali, quali G. vaginalis, streptococchi, enterococchi e Candida spp, delineando un ecosistema microbico in disbiosi. La somministrazione orale del ceppo CA15 per 10 giorni ha determinato una riduzione statisticamente significativa dei microrganismi patogeni.

Dall’analisi statistica dei dati relativi al questionario sulla qualità della vita (WHOQOL-BREF) emerge chiaramente che le pazienti sottoposte a somministrazione del CA15 hanno riscontrato un miglioramento della salute fisica, delle relazioni sociali, delle relazioni sessuali e complessivamentedella qualità della vita. Diversamente, non sono state osservate variazioni significative nel gruppo Placebo per nessuno dei domini contemplati dal questionario.

Per maggiori informazioni, scarica lo studio completo qui di seguito o visita la pagina dedicata ai probiotici Sacco System per la salute delle donne.

Il Lactiplantibacillus plantarum P8 allevia lo stress e l’ansia e migliora la funzione cognitiva

18/01/2023

Lo stress è una risposta psicologica e fisica ai compiti e alle difficoltà della vita che, in alcune condizioni, può stimolarci e guidarci nella risoluzione dei problemi. In questo caso è definito eustress. Tuttavia, in molti casi lo stress può derivare da esperienze emotivamente impegnative o da eventi apparentemente insignificanti legati alla routine quotidiana, dagli ingorghi stradali alle scadenze di lavoro stringenti, che se accumulati possono essere nocivi per la nostra salute. Episodi di forte stress o stress prolungato nel tempo possono compromettere il nostro benessere e indurre stati ansiosi che, se non curati, possono causare disturbi più gravi come la depressione che colpisce più di 300 milioni di persone in tutto il mondo.

Lo stress provoca un aumento prolungato dei livelli di glucocorticoidi che compromette progressivamente il sistema immunitario e la struttura dell’ippocampo determinando alterazioni della neurogenesi e della morfologia neuronale. Lo stress è inoltre associato a un aumentato rischio di malattie cardiovascolari e di patologie metaboliche e gastrointestinali.

Sempre maggiori evidenze sul ruolo della flora batterica intestinale sulla salute mentale hanno portato gli scienziati a considerare il microbiota intestinale come un “organo endocrino” e a elaborare il concetto di “asse intestino-cervello“, un sistema di comunicazione dinamico e bidirezionale deputato al mantenimento dell’omeostasi. I topi privi di germi, ad esempio, presentano livelli più elevati di corticosterone plasmatico e comportamenti ansiosi, a indicare il ruolo chiave del microbiota intestinale nella salute mentale e nei comportamenti dell’ospite.

Questa interazione binaria non influisce solo sulla nostra salute mentale, ma anche su diversi altri aspetti della nostra fisiologia, come l’omeostasi del glucosio, la sazietà, l’obesità, i disturbi gastrointestinali e quelli infiammatori. Tra gli elementi dell’asse intestino-cervello vi sono molecole segnale (citochine, ormoni e neuropeptidi) che agiscono a livello nervoso (sistema nervoso centrale ed enterico), ormonale e immunitario.

Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per gli effetti dell’assunzione di probiotici sulla salute mentale: alcuni ceppi hanno mostrato un potenziale terapeutico o adiuvante nel trattamento dello stress e dell’ansia attraverso la produzione diretta di molecole bioattive o la modulazione di specifici pathway dell’asse intestino-cervello.

Il Lactiplantibacillus plantarum P8 (basonimo Lactobacillus plantarum) è stato isolato da un latte acido fermentato tradizionalmente nella Mongolia Interna, in Cina, ed è prodotto da Sacco. Dal 2005 il P8 è stato studiato a fondo per le sue eccellenti proprietà probiotiche, tra cui l’effetto sull’asse intestino-cervello negli adulti, e sono stati evidenziati i suoi significativi benefici nella riduzione dello stress e dell’ansia, oltre al miglioramento delle funzioni cognitive e della memoria.

Per le evidenze cliniche dell’efficacia del P8 e dei suoi effetti sull’asse intestino-cervello, scarica lo studio completo.

Probiotico per Cani e Gatti “Lactobacillus acidophilus”: effetti benefici testimoniati dalla CE

30/06/2022

Cosa dice il regolamento della Commissione Europea che autorizza l’utilizzo di “Lactobacillus acidophilus (CECT 4529)” come additivo per mangimi di cani e gatti? Quali effetti benefici ha sulla salute degli animali? Scopriamolo insieme con questo articolo.

Il 17 ottobre 2018 la Commissione europea ha autorizzato il Centro Sperimentale del Latte (azienda del gruppo Sacco System) a impiegare Lactobacillus acidophilus (CECT 4529) come additivo probiotico per i mangimi di cani e gatti.

L’autorizzazione, che è possibile leggere integralmente qui, prende le mosse da due precedenti autorizzazioni rilasciate dalla stessa Commissione Europea, che autorizzavano il preparato Lactobacillus acidophilus (CECT 4529) a essere utilizzato rispettivamente come additivo per mangimi destinati a galline ovaiole (Regolamento di esecuzione UE 2015/38) e come additivo per mangimi destinati a polli da ingrasso (Regolamento di esecuzione UE 2017/2275).

Il 19 aprile 2018 l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha rilasciato un parere secondo cui “alle condizioni d’uso proposte, il preparato di Lactobacillus acidophilus (CECT 4529) non ha un’incidenza negativa sulla salute degli animali, sulla salute umana e sull’ambiente. Essa ha inoltre concluso che l’additivo può migliorare la consistenza delle feci di gatti e cani”.

Cosa prevede il regolamento CE per l’utilizzo di Lactobacillus Acidophilus (CECT 4529)

L’autorità ha ritenuto dunque rispettate in pieno le prescrizioni previste per l’autorizzazione all’utilizzo e ha stilato un regolamento di utilizzo, una specie di carta d’identità del probiotico, secondo cui Lactobacillus acidophilus (CECT 4529) è autorizzato come additivo nell’alimentazione animale alle condizioni di seguito riportate:

  • Numero di identificazione dell’additivo: 4b1715 
  • Categoria: additivi zootecnici. 
  • Gruppo funzionale: stabilizzatori della flora intestinale
  • Nome del titolare dell’autorizzazione: Centro Sperimentale del Latte
  • Additivo: Lactobacillus acidophilus CECT 4529
  • Composizione dell’additivo: Preparato di Lactobacillus acidophilus CECT 4529 con un tenore
  • minimo di: 5 × 1010 CFU/g di additivo (forma solida)
  • Caratterizzazione della sostanza attiva: Cellule vitali di Lactobacillus acidophilus CECT 4529 
  • Metodo di analisi: Conteggio: metodo di diffusione su piastra con utilizzo di MRS agar (EN 15787). Identificazione: elettroforesi su gel in campo pulsato (PFGE)
  • Specie o categoria di animali: Gatti e cani
  • Età massima: /
  • CFU/kg di mangime completo con un tasso di umidità del 12%: tenore minimo 5 × 109
  • Altre disposizioni: 1) Nelle istruzioni per l’uso dell’additivo e della premiscela sono indicate le condizioni di conservazione e la stabilità al trattamento termico. 2) Gli operatori del settore dei mangimi adottano procedure operative e misure organizzative appropriate al fine di evitare i rischi cui possono essere esposti gli utilizzatori dell’additivo e delle premiscele. Se questi rischi non possono essere eliminati o ridotti al minimo mediante tali procedure e misure, l’additivo e le premiscele devono essere utilizzati con dispositivi di protezione individuale, tra cui mezzi di protezione degli occhi, della cute e dell’apparato respiratorio. 
  • Fine del periodo di autorizzazione: 7 novembre 2028

Lactobacillus Acidophilus, il fermento probiotico per la salute di cani e gatti.

Visita la pagina dedicata per saperne di più.

Lactobacillus Rhamnosus SP 1: l’integratore probiotico che fa bene alla salute dei denti

06/04/2022

Il seguente articolo è tratto dalla rubrica “Aziende – Ingredienti e Prodotti” contenuta all’interno del numero 2017 (1) della rivista “L’integratore nutrizionale”. Per la bibliografia e per scaricare l’articolo vai alla risorse allegata in fondo alla pagina.

Il ceppo probiotico Lactobacillus rhamnosus per molti anni è stato utilizzato nei prodotti nutraceutici evidenziando vari benefici per la salute. Recentemente è stato dimostrato che la somministrazione di Lactobacillus rhamnosus durante la prima infanzia può portare ad una riduzione dell’incidenza di carie dentale.
 

Lactobacillus Rhamnosus SP 1: Composizione e Specifiche tecniche

Lactobacillus rhamnosus SP 1 è un ceppo probiotico di proprietà di Sacco S.r.l., depositato come DSM 21690, ed identificato mediante sequenziamento del DNA codificante per il rRNA 16S attraverso PCR; la tipizzazione del ceppo è stata effettuata mediante elettroforesi su gel a campo pulsato (PFGE). Il ceppo batterico, non OGM, è un Gram positivo, microaerofilo ed eterofermentante facoltativo. Inoltre è privo di glutine, soia e derivati del latte. Come da indicazioni dell’EFSA, sono stati eseguiti i test che hanno escluso la presenza di tratti di resistenza agli antibiotici acquisiti e anche potenzialmente trasmissibili. Le caratteristiche tecniche di Lactobacillus rhamnosus SP 1 sono riassunte in Tabella 1

Caratteristiche Organolettiche
Aspetto
Liofilizzato, in polvere
Caratteristiche Microbiologiche
Bacillus cereus (ufc/g)
<100
Coagulase positive staphylococci (ufc/g)
<10
Enterobacteriaceae (ufc/g)
<1
Escherichia coli (ufc/g)
Assente/25 g
Listeria monocytogenes (ufc/g)
<10
Salmonella spp.
Assente/25 g
Lieviti e muffe (ufc/g)
Assente/25 g
Conservazione
A temperatura inferiore a -17°C nei contenitori originali sigillati
Stabilità
18 mesi

Lactobacillus Rhamnosus SP 1: Efficacia e studi

Studi precedenti nei paesi nordici hanno dimostrato una attività antagonista di Lactobacillus rhamnosus contro i batteri cariogeni con conseguente diminuzione della carie dentale nei bambini in età prescolare e la riduzione del rischio di carie (1-4).

Un gruppo del Dipartimento di Odontoiatria dell’Università del Cile a Santiago ha quindi studiato l’utilizzo di Lactobacillus rhamnosus SP 1 (prodotto da Sacco S.r.l.) ed i suoi effetti sul miglioramento della salute dentale in un gruppo di bambini in età prescolare (compresa tra due o tre anni) residenti in Cile. In passato, in Sud America non è mai stato condotto alcun test di questo tipo. Lo studio effettuato (5) ha coinvolto 205 bambini che frequentano 16 scuole materne inclusi nel Programma di Nutrizione Nazionale di Santiago del Cile, maggiormente esposti ad un rischio di carie dentale; 123 bambini hanno bevuto latte con Lactobacillus rhamnosus SP 1, gli altri 82 bambini hanno bevuto un latte contenente un placebo.

Per partecipare allo studio i bambini dovevano essere sani e senza intolleranza al latte o allergie alimentari. Le diverse scuole che hanno fatto parte del gruppo che ha testato il Lactobacillus rhamnosus SP 1 come supplemento e quelle che hanno fatto parte del gruppo di controllo sono state scelte casualmente. Né lo staff delle scuole coinvolte, né le famiglie dei bambini o i medici sono stati informati su quali erano le scuole materne che avrebbero ricevuto il latte arricchito con Lactobacillus rhamnosus SP 1 e quali il latte di controllo senza probiotico.

Durante la permanenza negli asili nei giorni infra-settimanali ai bambini è stato somministrato latte prodotto con latte in polvere parzialmente scremato disciolto e pertanto adatto per l’aggiunta del Lactobacillus rhamnosus SP 1; in parallelo è stato anche somministrato il latte placebo, consumato nello stesso modo, come merenda pomeridiana (150 ml di latte). Il latte veniva addizionato con 1,5 miliardi di fermenti lattici vivi utilizzando una cultura liofilizzata in polvere di Lactobacillus rhamnosus SP1.

Il periodo di test è durato 10 mesi e ogni giorno di frequenza scolastica è stato compilato un diario dal personale delle 16 scuole circa la presenza dei bambini per garantire il rispetto del protocollo di studio. Il disegno sperimentale era randomizzato, triplo-cieco, controllato con placebo, e a bracci paralleli. Sono stati utilizzati i criteri internazionali ICDAS per la rilevazione visiva e tattile delle lesioni delle carie dentali e per descrivere la gravità delle lesioni. I bambini sono stati analizzati all’inizio e al termine dello studio da due dentisti istruiti sia da intra- che inter-esaminatori al fine di garantire risultati degli esami coerenti e comparabili.

Le osservazioni hanno mostrato una presenza leggermente inferiore, ma comunque significativa, di carie nel gruppo che aveva ricevuto Lactobacillus Rhamnosus SP 1 (54,4%) rispetto al gruppo di controllo (65,8%). Un altro aspetto che è stato rivelato è che, dopo altri due mesi senza ulteriore somministrazione di Lb. rhamnosus SP 1 (in totale 12 mesi dopo l’inizio del test), le lesioni cariose nei bambini che avevano bevuto il latte con l’aggiunta di Lactobacillus Rhamnosus SP 1 erano significativamente più basse (9,7%) rispetto al gruppo di controllo (24,3%), dimostrando che la probabilità di manifestare lesioni dentali derivate da carie durante il periodo successivo alla somministrazione del batterio era notevolmente diminuita.

La modalità di azione potrebbe essere legata al fatto che Lactobacillus Rhamnosus SP 1 interagisce con il biofilm orale cambiandone la composizione a favore di batteri che producono meno acidi organici, permettendo un migliore equilibrio tra il pH della saliva e quello della placca. Questo studio ha inoltre evidenziato un’influenza positiva anche dopo due mesi senza ulteriore assunzione di batteri probiotici; altri studi effettuati con lattobacilli probiotici hanno dimostrato che erano solo transitoriamente presenti nella saliva, e quindi, un apporto giornaliero può essere raccomandato per limitare la crescita di carie dentali nei bambini in età prescolare.
 

Sicurezza di Lactobacillus Rhamnosus SP 1

Lactobacillus rhamnosus SP 1 è un microrganismo sicuro e riconosciuto come QPS (Qualified Presumption of Safety) da parte dell’EFSA.

 

Applicazioni e Modalità d’uso di Lactobacillus Rhamnosus SP 1

Lactobacillus rhamnosus SP 1 può essere utilizzato come integratore probiotico, o aggiunto a prodotti alimentari probiotici. In accordo con le linee guida del Ministero della Salute l’assunzione totale giornaliera di probiotici consigliata è pari a 109.

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Sacco System produce e commercializza un’ampia gamma di probiotici per la salute dei denti e del cavo orale.