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4Protection: Preserva la bontà. Proteggi la qualità. Naturalmente.

25/02/2026

Nei formaggi freschi, mantenere la qualità significa prima di tutto garantire sicurezza microbiologica e stabilità nel tempo.

Prodotti come mozzarella fiordilatte, bocconcini, trecce, stracciatella e burrata sono matrici ad alta umidità, ricche di nutrienti e quindi particolarmente sensibili allo sviluppo di microrganismi alteranti come Pseudomonas spp., lieviti, muffe e batteri eterofermentanti.

In particolare, batteri appartenenti al genere Pseudomonas, possono essere responsabili di fenomeni di pigmentazione anomala — incluso il noto difetto della colorazione blu — in formaggi freschi come mozzarella e burrata. Tali alterazioni compromettono in modo evidente la qualità visiva e organolettica del prodotto

Un altro esempio frequente è l’alterazione da lieviti nello stracchino, dove la loro proliferazione può determinare il gonfiore delle confezioni, odori e sapori anomali e modifiche nella consistenza del formaggio.

Difetti di questo tipo incidono direttamente sulla percezione di freschezza e possono compromettere la fiducia del consumatore.

Per prevenire queste problematiche è fondamentale adottare un approccio multifattoriale, basato su diversi fattori che agiscono in modo sinergico: corretta gestione della materia prima, condizioni igieniche di produzione adeguate, controllo delle temperature, packaging idoneo e gestione dell’atmosfera di confezionamento. A questi elementi si affianca la selezione di colture con effetto di protezione, capaci di creare una barriera microbiologica naturale che limita la crescita della flora indesiderata senza alterare il profilo tipico del formaggio fresco.

L’azione combinata dei diversi ceppi che costituiscono i prodotti della linea 4Protection di Sacco System contribuisce a mantenere l’equilibrio della matrice, preservando sicurezza, freschezza e caratteristiche sensoriali. Si tratta di una strategia coerente con le esigenze di clean label, sempre più centrali nelle scelte di mercato e dei consumatori, che permette di proteggere il prodotto in modo naturale ma, al contempo, efficace dal punto di vista tecnologico.

Freschezza e qualità garantite per tutta la shelf-life

La qualità di un formaggio fresco non dipende solo dall’assenza di contaminazioni, ma anche dalla stabilità strutturale e sensoriale durante la conservazione. Gusto, aroma e consistenza devono rimanere costanti dal giorno di produzione fino alla fine della shelf-life.

Un sistema multifattoriale ben progettato in caseificio aiuta a preservare la qualità microbiologica e strutturale del formaggio, colture starter e colture con effetto di protezione lavorano in modo sinergico senza interferire tra loro nell’acidificazione e nell’eventuale sviluppo di aroma.

Le colture con effetto di protezione rivestono in questo contesto un ruolo cruciale: composte da microrganismi selezionati, esercitano un’attività antimicrobica naturale attraverso competizione per nutrienti e produzione di metaboliti inibenti, contribuendo a ritardare i processi di deterioramento.

L’applicazione di queste colture abbinata al confezionamento in atmosfera modificata evidenzia un ulteriore effetto sinergico, migliorando ulteriormente la stabilità microbiologica del prodotto.

In sintesi, l’utilizzo di colture con effetto di protezione rappresenta una soluzione innovativa, economicamente sostenibile e applicabile su scala industriale per salvaguardare la durata di prodotti freschi, eliminando la necessità di additivi chimici e garantendo una qualità microbiologica e sensoriale costante fino all’ultimo giorno di vita commerciale.


Combattere lo spreco alimentare con la fermentazione? Le soluzioni Sacco System

28/03/2025

4 protection fermenti per la protezione alimentare sacco system contro il food waste

Lo spreco alimentare (food waste) è una delle sfide più urgenti del nostro tempo. Secondo la FAO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) circa il 14% del cibo prodotto a livello mondiale, per un valore di 400 miliardi di dollari, va perso ogni anno tra la fase di raccolta e quella di vendita al dettaglio.

Ciò non solo ha un impatto economico significativo, ma ha anche conseguenze sul cambiamento climatico: la produzione di cibo che non viene consumato genera infatti l’8-10% delle emissioni globali di gas serra (fonte UNEP, Food Waste Index Report). In particolare sono i prodotti freschi e deperibili, come carne e latticini, a essere tra i più soggetti a deterioramento e spreco.

Ma esistono soluzioni naturali per prolungarne la durata e ridurre le perdite? La risposta è nella fermentazione. Portando a una acidificazione dell’alimento, la fermentazione rappresenta infatti un metodo naturale per proteggere gli alimenti da altre alterazioni causate da microrganismi patogeni che non crescono in condizioni di pH basso.

Sacco System e la sostenibilità produttiva

Il 25 settembre 2015, le Nazioni Unite hanno approvato l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, il programma d’azione globale per raggiungere un futuro migliore per tutti entro il 2030.

All’interno di questo documento, vengono elencati i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (o Sustainable Development Goals, il cui acronimo è SDGs), che affrontano le grandi sfide del nostro tempo, bilanciando le tre dimensioni della sostenibilità: economica, sociale ed ambientale.

Sacco System è da sempre impegnata nella ricerca di soluzioni biotecnologiche sostenibili volte a ridurre gli sprechi alimentari e al raggiungimento di una filiera più responsabile.

In particolare, i batteri lattici Sacco System usati nella produzione degli alimenti sono in grado di guidare la fermentazione in modo controllato e totalmente sicuro, riducendo al minimo le non conformità nelle fasi di lavorazione e quindi le perdite alimentari lungo la catena di approvvigionamento, massimizzando le rese e permettendo di ottenere cibi di qualità superiore, salubri e gustosi, conservando allo stesso tempo la tipicità che li contraddistingue.

L’obiettivo numero 12 degli SDGs, in particolare il target 12.3, impone, entro il 2030, di dimezzare lo spreco pro-capite a livello di vendita al dettaglio e di consumo, e di ridurre le perdite alimentari lungo la catena di produzione e di approvvigionamento, comprese le perdite post raccolta.

Oltre ai fermenti lattici, esistono anche altri batteri che possono aiutare a conservare il cibo e mantenerlo fresco più a lungo: le cosiddette “colture con effetto di protezione”, selezionate per la loro capacità di ritardare il deterioramento da contaminanti – come lieviti e muffe – in alimenti deperibili, in modo naturale, senza l’aggiunta di conservanti.

Fermenti 4Protection: le colture di protezione Sacco System contro gli sprechi alimentari

Sacco System ha sviluppato 4Protection, una linea di fermenti progettata per proteggere naturalmente gli alimenti, migliorandone la conservazione e riducendo la necessità di additivi chimici.

I fermenti Sacco System della linea 4Protection permettono di:

✔ Aumentare la shelf-life degli alimenti deperibili

✔ Prevenire lo sviluppo di muffe e batteri indesiderati

✔ Migliorare la sicurezza alimentare riducendo il rischio di contaminazioni

✔ Preservare le caratteristiche organolettiche dei prodotti

fermenti 4protection per la protezione naturale alimenti

L’impiego delle colture 4Protection permette di offrire ai consumatori prodotti più sani, naturali e di migliore qualità organolettica, di ridurre lo spreco alimentare a livello di distribuzione, vendita al dettaglio e consumo, e – non ultimo – di ottenere un notevole vantaggio economico perché viene ridotta l’incidenza delle non conformità.

A ciò si aggiunge un minor impatto ambientale, grazie al migliore utilizzo delle risorse naturali e alla conseguente evitata emissione di CO2.

Scopri tutta la linea 4Protection di Sacco System:

Lyofast CNBAP, la coltura di batteri lattici che contrasta Pseudomonas spp. nella mozzarella

22/02/2023

Pseudomonas spp è il contaminante maggiormente riscontrato nella mozzarella. La frequenza di ritrovamento di questa specie è la principale causa di riduzione della shelf-life del prodotto, della possibile insorgenza di pigmentazione nonché di perdite economiche per le aziende casearie. Una possibile strategia per il contenimento di Pseudomonas spp. nella mozzarella è l’utilizzo di colture con effetto di protezione in grado di contrastare lo sviluppo di questa flora indesiderata.

Durante questa sperimentazione è stata validata la capacità di inibire un cocktail di Pseudomonas spp (costituito da ceppi per lo più isolati dalla mozzarella) da parte di una miscela commerciale di Carnobacterium spp. addizionata direttamente al liquido di governo della mozzarella. Questa miscela è risultata in grado di ridurre la carica finale di Pseudomonas spp. senza compromettere l’aspetto organolettico del prodotto finito.

I rischi di contaminazione nella produzione della mozzarella

Il deterioramento microbico dei formaggi freschi è fonte di grande preoccupazione per l’industria lattiero-casearia: infatti, le alterazioni delle caratteristiche sensoriali e organolettiche riducono la qualità dei prodotti e compromettono la reputazione dei produttori di formaggio, con conseguenti gravi perdite economiche per le aziende stesse (del Olmo, et al., 2018).

La mozzarella è il rappresentante più popolare della famiglia dei formaggi a pasta filata: questo gruppo eterogeneo subisce un processo di filatura che avviene in acqua calda a 65-85 °C. Successivamente alla filature avviene la formatura: le mozzarella appena formate vengono lasciate raffreddare in un secondo bagno d’acqua a 14-15 °C prima di essere confezionate in presenza di liquido di governo contenente lo 0,45% di sale. L’elevato contenuto di umidità (50-60%), il valore di pH intorno a 5,5 (lieve acidità) e il basso contenuto di sale rendono la mozzarella un substrato favorevole alla crescita di microrganismi patogeni alterativi (De Candia et al., 2007).

Pseudomonas spp.: cos’è e cosa comporta

Tra i contaminanti maggiormente ritrovati nella mozzarella c’è Pseudomonas spp. che rappresenta anche il principale ostacolo all’estensione della shelf-life di questo prodotto. Pseudomonas spp. è un batterio Gram-negativo ubiquitario e psicrotrofo, spesso isolato dal latte crudo refrigerato.

Sebbene sia inattivato dalla pastorizzazione del latte, Pseudomonas spp. può contaminare i prodotti successivamente durante il processo di caseificazione, infatti, questo microrganismo è frequentemente riscontrato negli impianti di lavorazione del latte, nelle le materie prime, nel suolo e nell’acqua. Pseudomonas spp. può sopravvivere e crescere in ambienti diversi: può colonizzare le superfici degli utensili e delle attrezzature utilizzate nelle linee di produzione, è in grado di formare biofilm sulle superfici degli impianti e pertanto questi microrganismi possono persistere a lungo nell’ambiente.

I difetti causati dalla crescita di Pseudomonas spp. nella mozzarella sono subordinati al rilascio di enzimi e pigmenti, con un impatto negativo sulla struttura, consistenza e sulle proprietà organolettiche del prodotto.

Come combattere la proliferazione di Pseudomonas spp.: i carnobatteri

Per ridurre la carica microbica iniziale, è essenziale l’applicazione rigorosa di buone pratiche igieniche di produzione, ma spesso è necessario ricorrere a strategie aggiuntive per controllare la crescita di Pseudomonas spp. L’uso di colture con effetto protettivo rappresenta un potenziale intervento per migliorare la sicurezza dei prodotti lattiero-caseari e per contenere la diffusione di flora indesiderata.

La maggior parte dei ceppi che compongono le colture con effetto protettivo appartengono al gruppo dei batteri lattici (LAB), maggiormente impiegati come colture starter nelle fermentazioni alimentari (Holzapfel et al., 1995). Pertanto, l’aggiunta di colture con effetto protettivo a prodotti fermentati come il formaggio non richiede un’etichettatura aggiuntiva, allineandosi così alla domanda dei consumatori di avere a disposizione alimenti “clean label”.

Inoltre, le colture commerciali con effetto protettivo sono selezionate per non impattare negativamente sull’aroma e sulla struttura degli alimenti (Spanu et al., 2018). Tra i LAB, il genere Carnobacterium spp. è stato studiato a fondo per la sua capacità di produrre batteriocine (Bhugaloo-Vial et al., 1996, 1999).

I carnobatteri sono batteri lattici Gram positivi a forma bastoncellare isolati da diverse nicchie ecologiche. Grazie alla sua capacità di produrre batteriocine, il genere Carnobacterium, è stato utilizzato come coltura con effetto di protezione per conferire durabilità e sicurezza a vari tipi di alimenti (formaggi, pesce e prodotti a base di carne). Tra le specie incluse nel genere Carnobacterium, due, C. divergens e C. maltaromaticum, sono frequentemente isolate dall’ambiente naturale e dai prodotti caseari.

Lyofast CNB AP: la miscela di carnobatteri contro la proliferazione di Pseudomonas spp. nella mozzarella

L’obiettivo di questo lavoro era di indagare la capacità di Lyofast CNB AP (Sacco, Cadorago Italia), una miscela commerciale liofilizzata di C. divergens e C. maltaromaticum di controllare la diffusione di Pseudomonas spp. nella mozzarella, contaminata artificialmente da questo microrganismo deteriorante.

Lyofast CNB AP è in grado di sopravvivere e crescere in condizioni di pH, concentrazione di NaCl e temperatura simili a quelle dei microrganismi psicotrofii responsabili del deterioramento in mozzarella: pertanto, l’aggiunta di CNB AP al liquido di governo della mozzarella ha consentito il controllo della crescita di Pseudomonas spp. durante la shelf-life, proponendosi quindi come uno strumento efficace per estendere la durata degli alimenti refrigerati.